Ragazza, Ragazzo, "alzati"

‘’Ragazza, Ragazzo alzati!”

Marco 5:41: E, presala per mano, le disse: «Talita cum!» che tradotto vuol dire: «Ragazza, ti dico: àlzati!»


Contestualizzando questo verso vediamo che Gesù risuscita una giovane ragazza, figlia di Iairo, uno dei capi della sinagoga. In questo momento, Gesù si trova di fronte ad un corpo senza vita, e con autorità dice alla ragazza di alzarsi ed ella risuscita.


Ho deciso di menzionare questo verso perché qui Gesù si rivolge ad una persona giovane come noi.


Tante volte possiamo sentirci schiacciati dalle nostre paure o dalle nostre insicurezze, e “cadere”. La nostra è un’età particolare, perché cominciamo ad affacciarci alla vita e molte volte possiamo sentirci inadeguati, troppo piccoli per alcune cose o troppo grandi per altre.

Per uscire da situazioni difficili magari cerchiamo aiuto in un amico che dicendoci “stai tranquillo ce la puoi fare” cercherà di rialzarci, ma non basta.


Con questo non voglio sminuire la figura di un genitore o di un buon amico, anzi ringraziamo il Signore per le persone che ci vogliono bene e che ci mette intorno.


Però quando è Gesù a dirci “alzati”, quando è Lui che ci tende la mano e ci da forza, è diverso!


Quando lasciamo che sia Gesù a portare i nostri pesi, allora sì che riusciamo ad alzarci.

Oggi ti voglio invitare a lasciare i tuoi pesi, le tue preoccupazioni a Dio perché Lui si prenderà cura di te.


In Isaia 41:13 è scritto: “perché io, il SIGNORE, il tuo Dio, fortifico la tua mano destra e ti dico: "Non temere, io ti aiuto!”


L’aiuto del Signore non è temporaneo, Gesù non viene mai meno e non si stanca mai di starci vicino; possiamo fidarci di Lui perché è l’unico a conoscerci realmente e a sapere ciò che è meglio per noi.


Il Signore oltre a rialzarti, ti chiama a servirlo:


In Geremia 1:6,7 è scritto: Io risposi: «Ahimè, Signore, DIO, io non so parlare, perché non sono che un ragazzo». 7 Ma il SIGNORE mi disse: «Non dire: "Sono un ragazzo", perché tu andrai da tutti quelli ai quali ti manderò, e dirai tutto quello che io ti comanderò

Dio si vuole usare di noi giovani, non dire “sono solo un ragazzo”, la chiesa ha bisogno di giovani attivi.

Il nemico potrebbe scoraggiarti dicendoti “Non sei all’altezza, non sei capace”, e questo è vero, perché se confidiamo nelle nostre forze umane non arriviamo molto lontano, ma se ci affidiamo a Dio, Lui si userà di noi come meglio crede.

Per servire il Signore non ci vogliono doti particolari, Dio non guarda alla tua posizione sociale o alla tua condizione economica, l’uomo può fare questo errore fermandosi alle apparenze ma Dio va oltre, Egli guarda al cuore.


In 1 Samuele 16:7 è scritto: … il SIGNORE non bada a ciò che colpisce lo sguardo dell’uomo: l’uomo guarda all’apparenza, ma il SIGNORE guarda al cuore ».


Il Signore si è usato di Davide che era un pastorello, il più piccolo tra i suoi fratelli valorosi, Egli si è usato di Gedeone che come è scritto nella Bibbia era “il più povero di Manasse ed il più piccolo della casa di suo padre” (leggi Giudici 6: 15,16).


Ciò che accomuna questi due personaggi biblici è la FEDE che hanno avuto in Dio. Entrambi erano coscienti di non essere all’altezza del compito che il Signore gli aveva dato ma sia Davide che Gedeone hanno avuto fede in Dio ed Egli li ha premiati.

Il Signore ti rialza perché tu possa essere un aiuto per gli altri:


In Matteo 5:15,16 è scritto: …non si accende una lampada per metterla sotto un recipiente; anzi la si mette sul candeliere ed essa fa luce a tutti quelli che sono in casa. 16 Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli.


L’opera che Dio compie in noi non è solo un beneficio personale ma Dio ci chiama a far conoscere l’opera sua anche agli altri, sia testimoniando con la nostra vita pratica che parlando di Lui agli altri.


Conclusione

A te caro lettore che hai dedicato pochi minuti a questa lettura, non è un uomo, non è un amico, ma è Gesù che ti prende la mano e ti dice: «Talita cum!» che tradotto vuol dire: «Ragazza, ti dico: àlzati!» … Dio ti benedica


Martina Imbimbo


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